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L'Imperatore e il seme

di demetra (18/06/2007 - 15:05)

Questa che segue è una bella "favola", tratta dalla newsletter Action tips di Giovanna D'Alessio.

Buona lettura!

Un imperatore in oriente stava invecchiando e stava arrivando il momento di scegliere il suo successore. Invece di scegliere uno dei suoi assistenti o dei suoi figli, decise di fare una cosa diversa. Un giorno chiamo' tutti i giovani del regno. Disse: "E' arrivato il momento che io mi tiri indietro e che scelga il nuovo imperatore. Ho deciso di scegliere uno di voi."

I ragazzi erano in preda alla sorpresa. Ma l'imperatore continuo'. "Oggi daro' ad ognuno di voi un seme. Un seme molto speciale. La mia richiesta per voi e' quella di piantare il seme, dargli acqua, e tornare qui ad un anno da oggi con quello che siete riusciti a far crescere. Allora giudichero' cio' che mi avrete portato e da questo scegliero' il nuovo imperatore."

Un ragazzo di nome Ling era li' quel giorno e, come gli altri, ricevette un seme. Torno' a casa e racconto', eccitato, la storia alla madre. La madre lo aiuto' a trovare un vaso e piantare il seme nella terra. Lui pianto' il seme e gli diede acqua in modo attento. Ogni giorno innaffiava il seme e controllava se fosse cresciuto. Dopo tre settimane, alcuni degli altri ragazzi avevano iniziato a parlare dei loro semi e delle piante che stavano iniziando a crescere.

Ling continuava a controllare il suo seme, ma non cresceva nulla. Passarono altre 3, 4 e poi 5 settimane. Ancora nulla. I ragazzi parlavano delle loro piante, ma Ling non aveva una pianta e si sentiva un fallimento. Passarono 6 mesi, ma ancora non appariva niente dal vaso di Ling. Ling era convinto di aver ucciso il suo seme.

Ogni altro ragazzo aveva alberi e alte piante, ma lui non aveva niente. Ling non disse niente ai suoi amici, comunque. Continuo' solamente ad aspettare per vedere se il suo seme riusciva a svilupparsi.

Alla fine passo' un anno e tutti i ragazzi del regno portarono le loro piante all'imperatore per l'ispezione. Ling disse alla madre che non sarebbe andato con un vaso vuoto. La madre gli suggeri' invece di essere onesto riguardo quello che era successo. Ling senti' una contrazione allo stomaco, ma sapeva che la madre aveva ragione. Porto' il suo vaso vuoto al palazzo dell'imperatore.

Quando arrivo' rimase esterrefatto dalla varieta' delle piante fatte crescere dagli altri. Erano bellissime, di ogni forma e dimensione. Ling mise il suo vaso vuoto sul pavimento e molti dei ragazzi lo presero in giro. Alcuni si dispiacquero e semplicemente gli dissero: "Almeno ci hai
provato."

Quando arrivo' l'imperatore, scandaglio' la stanza e diede il benvenuto ai ragazzi. Ling provo' a nascondersi in fondo alla sala. "Quante grandi piante, alberi e fiori che avete fatto crescere" disse l'imperatore. "Oggi, uno di voi sara' nominato il prossimo imperatore!" Ad un tratto, l'imperatore scorse Ling nel fondo della sala con il suo vaso vuoto. Ordino' alle sue guardie di portare Ling davanti a lui. Ling era terrorizzato. "L'imperatore sa che sono un fallimento! Forse mi fara' uccidere!"

Quando Ling arrivo' davanti a lui, l'imperatore gli chiese il nome. "Il mio nome e' Ling," rispose. Tutti i ragazzi risero e si presero gioco di lui. L'imperatore chiese a tutti di calmarsi. Guardo' Ling e poi annuncio' alla folla: "Ecco il vostro nuovo imperatore! Il suo nome e' Ling!" Ling non poteva crederci, non era stato neanche in grado di far crescere la pianta. Come poteva essere lui il nuovo imperatore?

Poi l'imperatore disse, "Un anno fa, ho dato ad ognuno di voi un seme. Vi ho detto di piantarlo, dargli acqua e portarlo di nuovo qui oggi. Ma ho dato a tutti dei semi bolliti, che non potevano crescere. Tutti voi, ad eccezione di Ling, mi avete portato alberi, piante e fiori. Quando avete scoperto che il vostro seme non cresceva,  avete sostituito quello che vi avevo dato con un altro. Ling e' stato il solo con il coraggio e l'onesta' di portarmi un vaso con il seme che avevo originariamente dato io. Dunque, Ling sara' il nuovo imperatore."

Se pianti onesta', raccoglierai fiducia.
Se pianti bonta', raccoglierai amici.
Se pianti umilta', raccoglierai grandezza.
Se pianti perseveranza, raccoglierai vittoria.
Se pianti considerazione, raccoglierai armonia.
Se pianti duro lavoro, raccoglierai successo.
Se pianti perdono, raccoglierai riconciliazione.
Se pianti apertura, raccoglierai intimita'.
Se pianti pazienza, raccoglierai miglioramenti.
Se pianti fede, raccoglierai miracoli.

Ma

Se pianti disonesta', raccoglierai diffidenza.
Se pianti egoismo, raccoglierai solitudine .
Se pianti orgoglio, raccoglierai distruzione.
Se pianti invidia, raccoglierai problemi.
Se pianti pigrizia, raccoglierai stagnazione.
Se pianti amarezza, raccoglierai isolamento.
Se pianti avarizia, raccoglierai perdita.
Se pianti pettegolezzi, raccoglierai nemici.
Se pianti preoccupazioni, raccoglierai rughe.
Se pianti il peccato, raccoglierai colpa.

Quindi stai attento a cosa pianti ora. Determinera' quello che raccoglierai domani. I semi che stai spargendo ora renderanno migliore o peggiore la tua vita, quella di chi ti sta intorno e quella di coloro che verranno dopo di te. Si, un giorno potrai goderti i frutti o pagherai per le scelte che hai fatto oggi.

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Intervista!

di demetra (14/06/2007 - 17:03)

E' online la mia intervista sul blog dadafriend$. Non nascondo che la cosa mi riempie di immenso piacere! Ne sono contenta e onorata. E' un riconoscimento a quello che sto facendo e mi auguro che possa essere di buon auspicio per realizzare tutti i miei progetti. E di ispirazione per tutti coloro che vorranno continuare a seguirmi sulla via della ricchezza e dell'abbondanza.

Vi invito a leggerla e se vi va, a lasciare i vostri commenti :-)

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Denaro significa stress

di demetra (13/06/2007 - 20:29)

Il famoso detto “il potere logora chi non ce l'ha” potrebbe essere applicato anche al denaro, almeno per gli americani. O forse no, perché in realtà che non ce l'ha è stressato forse tanto quelli che ce l'hanno e non vogliono perderlo o desiderano averne di più. Insomma, l'argomento soldi è ai primi posti tra i pensieri che più stressano gli americani, alle prese con la annuale dichiarazione dei redditi e con una recessione che negli ultimi anni ha reso i poveri sempre più poveri e i ricchi sempre più danarosi.

Un sondaggio dell'American Psychological Association su un campione di mille persone ha individuato che il 73% individua nel denaro la maggiore causa di stress e il 33% lo considera un ‘fattore significativo’ che contribuisce al cumulo di tensioni quotidiane. Il lavoro, la salute e i bambini sono stati invece elencati come fattori successivi.

Dice Russ Newman, Direttore Esecutivo per la pratica professionale dell'APA: “lo stress collegato alla preoccupazione per il denaro può avere un impatto reale sulla salute psicologica e sul benessere delle persone: Ma la gente può imparare a controllare gli “stressor” finanziari e altri fattori stressanti della vita costruendo e aumentando la propria ‘resilienza’.

Secondo il Vocabolario della Lingua Italiana Zingarelli (Zanichelli) il termine deriva dal participio presente del verbo latino “resilire” che letteralmente significa saltare indietro, rimbalzare. Il termine, che deriva dall'ingegneria è, secondo il dizionario ‘la capacità di un materiale di resistere ad urti improvvisi senza spezzarsi’ ed è stato recentemente adottato anche in psicologia per indicare il processo di adattarsi in maniera positiva alle avversità, i traumi e le diverse fonti di stress.

Ne ha brillantemente spiegato fattori e applicazioni la professoressa Anna Oliverio Ferraris, autrice del libro: ‘La forza d'animo’ (Rizzoli 2003) nel quale la definisce “una dimensione dinamica oltre che positiva di fronteggiare e ricostruire. La resilienza permette all'individuo di dare luogo a risposte flessibili che si adattano alle varie circostanze ed esigenze del momento. Ogni bambino, così come ogni adulto ha in sé le energie per reagire e resistere ai problemi e alle complessità della vita purché ne veda il senso e trovi un appiglio di cui avvalersi”. La resilienza in particolare fa parte di una particolare branca della psicologia: quella ‘preventiva’ in cui vengono studiati i fattori protettivi del disagio psicologico e mentale e non solo i processi patologici.


Questo interessante articolo di Johann Rossi Mason e' tratto da Ecplanet.

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