Anno nuovo: i sogni son desideri...
Il mio augurio è che ognuno possa realizzare i propri desideri e cambiare quello che non va nella propria vita. Con gratitudine e fiducia.
Ad ognuno, il suo desiderio. Secondo uno studio di marketing promosso da gelati Motta, per il 2008 il 28,8% degli italiani si accontenterebbe di un viaggio. E anche in questo caso non si parla del giro del mondo, ma di una breve vacanza, magari in qualche localita’ esotica (32,9%), ma molto piu’ semplicemente, come risponde il 19%, c’e’ desidera una crociera o un viaggio tra le capitali europee (17,3%). Per i piu’ avventurosi va per la maggiore un safari, naturalmente fotografico (15%), ma c’e’ anche chi desidera cose ancora piu’ semplici, come un soggiorno relax presso una beauty farm (13%).
Medaglia di bronzo per i desideri piu’ gettonati per il 2008, per un’auto nuova o un nuovo mezzo di locomozione (9,2%), desiderio espresso soprattutto al Nord, con il 10% e da giovani tra i 14 e i 24 anni, con il 35,5%. Se il 49,6% ammette di sognare un’auto sportiva, ben il 27,9%, si accontenterebbe di una macchina piccola o addirittura di un’utilitaria (15,2%), ma sono moltissimi, e non solo tra i giovani, che non vogliono spingersi troppo in la’ nel desiderio, e si accontenterebbe di una moto o un motorino (36,8%).
E tra la miriade di cose che gli italiani vorrebbero che il 2008 portasse nella loro vita, il 2,1% vorrebbe un animale (il 62,2% di questi sogna un semplicissimo cane o un gatto come dice il 27,2%). Non mancano gli affezionati dell’hi tech, tanto che il 2,1% vorrebbe un oggetto tecnologico per la propria casa: oltre la meta’ di loro vorrebbe un computer molto potente e possibilmente di grande design (56,2%), un impianto hi fi (11,3%) o un sistema di home theatre (5,3%).
All’alba del 2008 gli Italiani non vogliono rivoluzioni nella loro vita ma solo migliorare il proprio tenore di vita. Ma c’e’ anche chi sogna piu’ tempo per se.
Ma quali esigenze dovrebbe soddisfare l’avverarsi del sogno che accompagnera’ l’inizio del nuovo anno? Secondo gli italiani intervistati, al primo posto c’e’ la voglia di ottenere una maggiore sicurezza economica per se e la propria famiglia (39,1%). Un concetto rafforzato da chi dice di migliorare il proprio tenore di vita senza rivoluzionarla (31,5%), insomma non si sognano piu’ vincite milionarie al superenalotto, in grado di far dire “mollo tutto e cambio vita”, ma semplici migliorie, che consentano di affrontare il quotidiano in modo piu’ sereno e senza l’ansia di non sapere come arrivare a fine mese.
Sulla Stampa un interessante articolo che analizza i risultati di una ricerca analoga svolta in occasione della notte di San Lorenzo 2007.
La (Non) Ricchezza
Un articolo ripreso da Undicom.
Tonnellate e tonnellate di pubblicità. Dappertutto. In tv, alla radio, sui giornali, sui muri... Siamo letteralmente tempestati. Non c’è ormai più posto, dove possiamo nasconderci senza che ci arrivi un minimo “input” pubblicitario. E compra questo, e compra quello, tutti a volerci convincere che il loro prodotto sia qualcosa di favoloso e irrinunciabile...
Oggi addirittura ci propongono il comprare come un’esperienza da vivere... La “shopping experience” la chiamano. L’ebbrezza di spendere i propri soldi. Perché più spendete, più allora sarete importanti, visto che: “più hai, più sei...” Il Nuovo Comandamento.
Sono sorpassati ormai i tempi in cui Lao Tze proclamava con sapienza:
“...Conoscere gli altri è saggezza
Conoscere se stessi è illuminazione
Dominare gli altri è forza
Dominare se stessi è superiorità
Ricco è colui che basta a se stesso...”
Ebbene, il più antico e importante comandamento dell’uomo. Il più ignorato!
Ricco è oggi colui che possiede più beni materiali, travisando completamente il significato originario del termine che denotava una ricchezza puramente interiore. Ricco è oggi chi NON si accontenta di quello che gli basterebbe per vivere, e per soddisfare (e nutrire) le sue brame e le sue smanie di possesso, sfrutta gli altri e li defrauda dei loro beni, che erano stati inizialmente (e saggiamente) messi a disposizione in egual misura per tutti. In questo modo però egli commette due gravi errori: primo, non si avvede che il termine "mettere a disposizione" ha un significato prettamente utilitaristico, e così facendo, priva gli altri di poter avere gli stessi vantaggi da un dato bene. Secondo, im-possessandosene, priva il bene stesso della sua efficacia verso gli altri.
In entrambi i casi, il possesso è mancanza d'amore.
Risulta evidente che il significato attribuito oggi alla parola “ricco” diventa pericolosamente sinonimo di “ladro”. Perché è logico che se io possiedo più di quello che mi serve, devo per forza averlo tolto all'utilità di qualcun altro (se non di tutti), essendo troppe le persone bisognose al mondo.
Non dimentichiamoci infatti che dietro ogni impero finanziario si nascondono sempre centinaia, migliaia di persone costrette nella miseria più nera, sfruttate, umiliate e calpestate, e che quello che possiede il magnate in questione, altro non è che la somma degli averi di tutte le persone a cui lui li ha portati via...
Non a caso infatti le fabbriche dei più grandi colossi occidentali sorgono nei paesi più poveri come la Thailandia. Non è infatti più facile rubare a chi vive nell’ignoranza? Non è forse più facile truffare le persone che vivono in paesi dove il grado di civiltà è ancora poco sviluppato e dove non esistono istituzioni che proteggano i diritti umani? In Thailandia le persone svuotano i cimiteri delle salme dei loro morti e dormono nelle tombe al loro posto, perché non hanno nemmeno una casa dove vivere!
Ma la Nike si preoccupa di questo? No, continua a far spuntare fabbriche come funghi, dove un operaio che gli costa mezzo euro al giorno gli produce 20 paia di scarpe al giorno del valore di 150 euro l’una...
Il concetto di Lao Tze risulta quindi evidente. I finti “ricchi” che conosciamo noi, non bastano a loro stessi. Non solo, ma hanno bisogno proprio dei più poveri, di quelli che chiamano “sfortunati”...
Umiliante vero? Persone “importanti” e “potenti” che hanno bisogno della “feccia” e dei "disgraziati" per avere una ragione per ESISTERE...
Il Ricco esiste solo grazie al povero...
È ricchezza questa?
La ricchezza delle famiglie italiane
Riprendo la notizia di un convegno organizzato dalla Banca d'Italia che si è svolto in ottobre a Perugia.
La ricchezza è un importante indicatore del benessere materiale delle famiglie: conoscerne l'ammontare, misurarne gli incrementi nel corso del tempo, valutarne la distribuzione è utile per comprendere la società e la sua evoluzione.
Per una banca centrale, la disponibilità di dati sulla ricchezza consente di approfondire le interazioni tra il comportamento delle famiglie, i mercati finanziari e le principali variabili macroeconomiche, fornendo sostegno alle analisi condotte per lo svolgimento delle varie funzioni istituzionali.
In Italia non sono oggi disponibili stime macroeconomiche sistematiche sulla ricchezza complessiva delle famiglie. La Banca d'Italia, che sul tema dell'analisi dei comportamenti economici delle famiglie ha una lunga tradizione e che già cura la pubblicazione delle componenti finanziarie attive e passive della ricchezza, ha predisposto un progetto di ricerca su questo argomento.
Il convegno si proponeva in primo luogo di sottoporre al vaglio critico degli esperti del settore i metodi impiegati nella produzione delle stime della ricchezza che sono state presentate. Sono inoltre stati illustrati e discussi lavori scientifici sulla ricchezza, che ne hanno analizzato i vari aspetti: dimensione, evoluzione, composizione, distribuzione, origini.
Il dibattito che ha avuto luogo in queste giornate di studio contribuirà ad orientare la prossima produzione periodica delle nuove stime da parte della Banca.
Gli atti di questo convegno (in corso di predisposizione) saranno disponibili esclusivamente in inglese.
Qui è possibile scaricare il programma in formato .pdf





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