Una ricchezza senza moneta
Sul numero 33 di Aspenia dedicato al futuro dei media e all'impatto delle nuove tecnologie, e' stata pubblicata un'intervista al futurologo Alvin Toffler (nella foto con la moglie Heidi), curata da Nathan Gardels, direttore di Npq-New Perspectives Quarterly.
Eccone uno stralcio.
Clonazione, iPods, outsourcing, googlemania. Tutti cambiamenti e innovazioni che non stanno semplicemente trasformando le nostre vite: lei sostiene che stanno contribuendo a creare un "nuovo sistema di ricchezza". Quali sono le differenze tra questo nuovo sistema e l'economia cui siamo abituati?Sono di due tipi: primo, la conoscenza e' oggi il principale motore della creazione di ricchezza; secondo, la fusione radicale tra produzione e consumo scatenera' il boom dell'economia "non monetaria". L'economia tradizionale, infatti, si basa sul concetto di penuria o scarsita' dei beni. Ma la conoscenza e' sostanzialmente inesauribile. Se tu coltivi riso in una risaia, io non posso coltivarlo in quella stessa risaia nello stesso momento. Se usi una macchina utensile, io non posso usarla nello stesso momento. Ma entrambi possiamo utilizzare la stessa conoscenza contemporaneamente, senza esaurirla. Chiunque puo' utilizzare l'aritmetica senza correre il rischio di esaurirla. Anzi, piu' persone utilizzano la conoscenza in contemporanea, piu' e' probabile che creino nuova conoscenza. La conoscenza e' in assoluto il prodotto piu' facile da trasportare. Puo' essere compressa in simboli e astrazioni. Tende a diffondersi ed e' difficile da occultare e proteggere. Non e' lineare, nel senso che piccole intuizioni possono portare enormi risultati e, soprattutto, e' intangibile. I fattori intangibili sono da sempre strettamente intrecciati ai beni tangibili.
Per esempio, come sottolinea Hernando de Soto nel suo The mystery of capital, un terreno non costituisce una "proprieta'" in senso tangibile fino a quando questa non venga stabilita "intangibile" da un titolo legale o da regole sociali altrettanto "intangibili" che tutelano la proprieta' stessa. L'intangibile e' un po' come la buccia che riveste l'arancia. Oggi, le societa' come Google possono effettivamente essere paragonate proprio alla buccia dell'arancia. Non hanno un nucleo tangibile, eppure valgono miliardi! Nelle economie avanzate, i beni intangibili stanno ormai surclassando il capitalismo basato sulla proprieta' tangibile. Prendiamo lo sviluppo straordinario del "cervello esterno" - le banche dati, la connettivita', i motori di ricerca in internet, la mappatura genetica o la rete mondiale - che espande in modo esponenziale le nostre capacita' e possibilita' in quasi tutti i settori. E la conoscenza a nostra disposizione continuera' a espandersi. Tutti i ricordi che un individuo ha accumulato in settant'anni di vita possono essere memorizzati digitalmente in un chip di 6 gigabyte. E oggi un pc contiene 400 gigabyte. Allo stesso tempo, diventa sempre piu' difficile proteggere molti beni intangibili - e' sempre piu' arduo, per esempio, tutelare i diritti di proprieta' intellettuale.
Che cosa intende per economia non monetaria, e perche' secondo lei e' destinata a un boom?
Quando lavoriamo, quando compriamo e vendiamo, quando investiamo, quando utilizziamo le nostre carte di credito o di debito, stiamo operando all'interno dell'economia monetaria. Ma l'elenco delle cose che facciamo nella nostra vita non si esaurisce qui. Alleviamo i nostri figli. Ci prendiamo cura dei nostri anziani. Ripariamo un rubinetto che perde. Aiutiamo un amico a ridipingere il salotto. Cuciniamo. Facciamo le pulizie in casa. Curiamo il giardino. Ricarichiamo la batteria della macchina. Le attivita' che compiamo da soli (il do-it-yourself) possono essere definite "prosumi", in quanto siamo al tempo stesso produttori e consumatori. A volte paghiamo delle persone per fare molte di queste cose al nostro posto. In questo caso, torniamo all'economia monetaria: per gli economisti, queste attivita' creano valore e quindi contribuiscono al Pil. Se, invece, decidiamo di fare queste cose da soli, magari perche' non possiamo pagare chi lo faccia al nostro posto, il nostro lavoro non viene contabilizzato nel Pil e non aggiunge valore all'economia monetaria.
E' probabile che l'economia non monetaria generi altrettanto valore di quella monetaria, perche' esistono una miriade di attivita' non retribuite che alimentano gratuitamente l'economia monetaria. Anzi, in realta' la sovvenzionano. Pensiamo, ad esempio, al software open source Linux e all'enorme impatto che ha avuto in tutto il mondo. Questo software e' stato inizialmente prodotto da Linus Torvalds gratuitamente, quasi per hobby, e in seguito ha calamitato un gran numero di programmatori che senza alcun compenso lo hanno modificato, adattato e ampliato, stimolando altri programmatori ancora a dedicare un po' del loro tempo, sempre su base gratuita e volontaria, a produrre altri tipi di software. Quest'attivita' "prosumistica", tutta nell'ambito dell'economia non monetaria, ha trasformato il modo di produrre software nell'economia monetaria.
Il fenomeno dei "prosumi" esiste da lungo tempo. Dove sta la novita'?
La novita' risiede nel fatto che nuove tecnologie poco costose stanno spostando una serie di attivita' dall'economia monetaria a quella non monetaria. Sono sempre piu' numerose le aziende operanti nell'economia monetaria che "esternalizzano" il lavoro, chiedendo ai clienti di svolgere compiti in precedenza affidati ai loro dipendenti. Quando, ad esempio, noi usiamo il bancomat e inseriamo da soli il codice, questo e' prosumo: la conseguenza, fra l'altro, e' che le banche licenziano i cassieri. Ancora: in passato mandavamo le pellicole fotografiche alla Kodak per farle sviluppare e stampare. Oggi effettuiamo da soli queste operazioni, con le nostre mani. Ci controlliamo da soli il diabete. Produciamo da soli i nostri film digitali e i cd musicali. E questo e' solo l'inizio. Stiamo per assistere al boom del lavoro non retribuito. Presto avremo un miliardo di ultrasessantenni nel mondo che - almeno nei Paesi dell'Ocse - utilizzeranno le nuove tecnologie - dall'autodiagnosi alle analisi a casa - per fare da soli cio' che un tempo facevano i medici.
Tutto questo accrescera' il ruolo e l'importanza dei prosumatori. Acquisteremo tecnologia nell'economia monetaria e l'utilizzeremo in quella non monetaria che, a sua volta, produrra' un feedback generando nuovo valore nell'economia monetaria. Vedrete cosa succedera' quando la desktop production - ancora nella fase iniziale - trasformera' ogni casa nell'equivalente di una piccola fabbrica.
Ripreso da Il Sole 24 Ore
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La distribuzione del reddito. L'indice di Gini (IdG)
Uno dei metodi più semplici per misurare la disuguaglianza economica è quello rappresentato dalla curva di Lorenz, statistico statunitense che nel 1905 propose questa rappresentazione: [1]

Figura 1
Sull'asse orizzontale del grafico sono rappresentate le percentuali di famiglie che appartengono a una data popolazione, ordinate in maniera crescente in base al reddito. Sull'asse verticale viene riportata invece la parte del reddito totale detenuta da ciascuna quota di famiglie. L'indice normalmente utilizzato per misurare la disuguaglianza è quello di Gini, [2] pari al rapporto tra l'area A e la somma delle aree A e B. Tale indice vale 0 quando il reddito è ugualmente distribuito (la curva coincide con la diagonale e quindi l'area A è nulla) mentre vale 1 (ovvero 100% in termini percentuali) quando si ha la disuguaglianza massima (una sola famiglia detiene tutto il reddito). Perciò l'indice di Gini aumenta con l'aumentare della disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza, ovvero man mano che questa tende a concentrarsi.
La tabella successiva riporta, assieme ad altri dati, l'indice di Gini per alcuni Paesi:
|
Stato |
Indice di Gini [3] |
Prodotto Nazionale Lordo procapite [4] ($ USA) |
Consumo di energia annuale procapite (kg di carbone) [5] |
Percentuale di armi convenzionali esportate [6] |
|
Africa |
||||
|
Sierra Leone |
63% |
200 |
67 |
|
|
Zimbabwe |
57% |
660 |
439 |
|
|
Sud Africa |
59% |
3'885 |
2'488 |
0.1% |
|
Asia |
||||
|
Bangladesh |
28% |
290 |
48 |
|
|
India |
30% |
350 |
307 |
|
|
Cina |
41% |
2'120 |
810 |
2.0% |
|
America Latina |
||||
|
Brasile |
60% |
5'470 |
798 |
0.1% |
|
Colombia |
57% |
5'630 |
857 |
|
|
Cile |
56% |
8'380 |
1'206 |
|
|
Paesi Industrializzati |
||||
|
Italia |
31% |
15'150 |
3'813 |
1.8% |
|
Regno Unito |
33% |
18'036 |
5'028 |
6.6% |
|
Francia |
33% |
19'403 |
3'946 |
10.5% |
|
Stati Uniti |
40% |
25'572 |
10'127 |
48.0% |
|
Mondo |
87% |
- |
- |
100% |
Tabella 1
La distribuzione del reddito nel Mondo viene anche spesso rappresentata da una figura classica chiamata 'calice della disuguaglianza' [7] di seguito riportata:

Figura 2
[1] Cfr. [Lezioni di economia] lezione 10, pag. 5.
[2] Corrado Gini, nato a Motta di Livenza (TV) nel 1884 e morto a Roma nel 1965, è stato nel 1926 il primo presidente dell'ISTAT. Statistico, demografo e fondatore nel 1936 della prima facoltà di Scienze statistiche a Roma, lavorò per un trentennio all'individuazione di condizioni adatte all'aumento di popolazione (diminuzione della mortalità infantile, miglioramento delle condizioni ambientali urbane, ritorno al ruralismo, attuazione delle condizioni più favorevoli al concepimento). I dati biografici sono stati raccolti da [Personaggi importanti] e da alcune pagine in Internet. Per brevità l'Indice di Gini verrà spesso abbreviato con la sigla IdG.
[3] Cfr. [Lezioni di economia] lezione 10, pag. 9. L'indice di Gini per l'Italia è sensibilmente inferiore a quello indicato dalla Banca d'Italia e riportato in altra tabella, probabilmente perché si riferisce ad anni diversi.
[4] Cfr. [Enciclopedia della geografia].
[5] Cfr. [Enciclopedia della geografia].
[6] Dati ricavabili dal sito delle Nazioni Unite www.undp.org/hdro.
[7] Questa figura si trova, ad esempio, in [ONU], [Futuro sostenibile] pag. 305, e in [Lezioni di economia] lezione 3, pag. 9. Essa non è altro che la curva di Lorenz specchiata sull'asse orizzontale (% delle famiglie) e poi ruotata per farla apparire come un calice. La percentuale delle famiglie è divisa in cinque parti (detti 'quintili') ciascuna pari al 20% della popolazione mondiale.
(Mac)
Ripreso da Dèi Ricchi
Circa il nostro sistema bancario (2)
La definizione di signoraggio dice che esso rappresenti il guadagno ottenuto dalla differenza tra il valore nominale (ovvero la cifra scritta sopra la monetabanconota rappresentante il suo valore) della moneta ed il suo valore intrinseco (il costo necessario a produrla).
Esistono tre tipi di signoraggio:
* 1. signoraggio sulle monete metalliche: lo Stato puo' emettere soltanto le monete metalliche (es. i tagli da 0,05-0,10-0,20,0,50-1 e 2 euro). Il costo medio per produrre una moneta metallica si aggira intorno ai 15cent.€ ; quindi produrre una moneta da 10 cent.€ potrebbe risultare anche non conveniente per lo Stato, ma e' una perdita ampiamente ammortizzabile. La cosa importante da notare e' che nell'emissione di monete metalliche lo Stato non e' debitore di nessuno!
* 2. Signoraggio sulla moneta cartacea : La moneta cartacea, ovvero le banconote, sono invece emesse dalla BCE e dalle BCN in proporzione alla quota capitale relativa alla BCE. In sostanza la BCE provvede all'emissione dell'8% del totale, mentre il restante 92% viene emesso dalle Banche Centrali Nazionali. In questa forma di emissione il guadagno realizzato dalle banche e' molto elevato: basta pensare che per stampare una banconota il costo medio (valore intrinseco) e' di 5cent.€ (comprensivo delle spese di carta, colore, stampa). Siccome le banche addebitano i "prestiti" che fanno agli Stati al valore nominale (come si evince dagli stessi dati di bilancio), vien da se' che il guadagno ottenuto e' elevatissimo, aggiungendo a tali prestiti anche gli interessi da pagare.
Esempio di signoraggio sulla produzione di una banconota da 100€:
100€ (val. nominale) + 4% (interessi) – 0,05€ (valore intrinseco) = 103,95 €
* 3. Signoraggio sulla moneta scritturale: per moneta scritturale si intende tutta quella moneta creata dal nulla dal sistema bancario nel suo complesso. Non prevede costi di produzione, perche' in realta' non e' una moneta reale, bensi' una moneta che si crea con una semplice dicitura su un computer.
* La tecnica usata per creare e quindi emettere questa forma di moneta e' quella della riserva frazionaria: secondo il regolamento 1745/2003 della BCE ogni banca e' obbligata a conservare come riserva pari al 2% tutti i titoli o depositi con scadenza o rimborsabili entro 2 anni; per titoli e depositi rimborsabili oltre i 2 anni addirittura la riserva obbligatoria e' dello 0%.
* Questo che vuol dire: se Tizio si reca in banca e decide di effettuare un deposito sul suo conto corrente, la banca e' obbligata a trattenere nelle sue riserve solo il 2% di quello che deposita Tizio, e puo' decidere di utilizzare il 98% di quel deposito (soldi di Tizio) per concederlo a Caio che ha bisogno di un prestito (su cui guadagnera' anche sugli interessi imposti).
* E' stato calcolato, attraverso una semplice serie geometrica, che una banca che riceve un deposito di 100 € da un suo cliente riesce, grazie alla riserva frazionaria e alla sequenza di depositi-prestiti-depositi, a ricreare base monetaria per un valore di 5000 €, ovvero generando 4900 € dal nulla.
* Siccome poi il sistema bancario e le transazioni vanno intese in un sistema dinamico e non statico, si evince che la possibilita' di creare nuova moneta dal nulla risulta infinita, poiche' maggior e' la velocita' di circolazione della moneta e' maggiore sara' la possibilita' di ricreare nuova moneta scritturale.
Noi cittadini ci troviamo quindi vittime di questo sistema che decurta con le tasse i nostri salari e stipendi per compensare i debiti che abbiamo nei confronti di PRIVATI, visto che i partecipanti della BCE sono le Banche centrali nazionali, come la Banca d'Italia (Bankitalia S.p.a.), che solo in teoria risulta un Istituzione di diritto pubblico, mentre nei fatti (basta vedere la lista dei partecipanti al capitale pubblicata sul sito dell'istituzione a questo link http://www.bancaditalia.it/bancaditalia/funzgov/gov/partecipanti ) non e' altro che una societa' i cui proventi sono intascati da privati, ovvero i principali gruppi bancari e di assicurazione (Intesa San Paolo, Unicredit, Assicurazione Generali, ect), in cui solo una percentuale irrisoria e' in mano pubblica (Inps detiene il 5%).
E' fondamentale capire i meccanismi che portano alla creazione del debito pubblico.
Nel momento in cui lo Stato decide la manovra finanziaria per l'anno futuro (ovvero la cifra che dedichera' alla spesa pubblica), decide una somma che si fara' "prestare" dalla BCN in cambio di Titoli di Stato (BOT, CCT) per lo stesso ammontare del prestito ricevuto.
Il vortice del debito pubblico (nel 2006 e' stato del 106,8% in rapporto al PIL) ci rendera' schiavi perenni di questo sistema: se lo Stato chiede in prestito una cifra ipotizzabile a base 100, cede 100 come controvalore di titoli di stato. Ma siccome sulla cifra prestata lo Stato dovra' corrispondere degli interessi, si trovera' a fine anno a dover restituire non 100, bensi' 100 + 4 (interessi)= 104. Quei 4 in piu' potranno essere restituiti nei seguenti modi: o si aumenta ulteriormente la pressione fiscale e si fanno dei tagli alla spesa, oppure si richiede alla banche un nuovo prestito, magari maggiorato stavolta per poter ripagare gli interessi sul debito precedente e utilizzare il prestito per la spesa pubblica futura. Ma tale nuove debito concesso avra' sempre degli interessi da corrispondere alle banche, e quindi lo Stato si trovera' a dover sempre manovrare tra aumento della pressione fiscale, riduzione della spesa pubblica o richiesta di un altro debito, soluzioni queste tutte a svantaggio della comunita'.
Tutto cio' non accadrebbe se invece fosse lo Stato ad emettere la moneta, invece di delegare la sua politica monetaria a un gruppo di privati quali le banche, privando i popoli di uno dei poteri piu' importanti: la sovranita' monetaria.
Studiosi di economia, giuristi, avvocati o semplici appassionati di questa tematica poco discussa, per non dire censurata, dai media e dai politici, hanno proposto tutta una serie di soluzioni a questo tipo di sistema che truffa i cittadini: le soluzioni proposte sono innalzare al 100% la riserva frazionaria attualmente a un misero 2% e soprattutto cominciare a far uso di monete complementari (scec, tau, eco-roma, ect) come monete-credito da sostituire alle monete-debito che attualmente utilizziamo quali l'euro o il dollaro, poiche' sono monete locali che non indebitano i cittadini, bensi' li aiutano a migliorare i loro scambi commerciali, a poter creare opere di utilita' pubblica, a migliorare l'occupazione, ect. offrendo vantaggi concreti al circuito economico che ne fa uso.
Attualmente nel mondo esistono centinaia di gruppi che utilizzano monete complementari.
Una volta modificato questo sistema, abolendo i meccanismi di creazione del debito, la creazione di moneta dal nulla da parte delle banche, e restituendo allo Stato il potere di emettere moneta , sarebbe addirittura superflua la tassazione, poiche' lo Stato non avrebbe la necessita' di chiedere ingenti quantita' di denaro e sacrifici ai suoi cittadini per ripagare il debito nei confronti del sistema bancario; oppure basterebbe una tassazione ridottissima che compenserebbero eventuali pressioni inflazionistiche (come gia' avviene dal 1816 sull'isola di Guernsey in cui lo Stato emette la sua moneta, dove non esiste debito pubblico e l'unica tassa che si paga prevede una aliquota di solo il 20% sul reddito).
Solo quando capiremo che il sistema economico di cui facciamo parte e' contrario agli interessi dei cittadini, solo allora saremo in grado di comprendere che esistano soluzioni in grado di cambiere in meglio la nostra vita.
"E' un bene che il popolo non comprenda il funzionamento del nostro sistema bancario e monetario, perche' se accadesse credo che scoppierebbe una rivoluzione prima di domani mattina." (Henry Ford)
Alcuni siti di interesse
http://bankitaliasignoraggioenwo.blogspot.com (Tesi di laurea: "Banca d'Italia, il signoraggio e il Nuovo Ordine Mondiale")
http://www.signoraggio.com (un archivio immenso su notizie circa il signoraggio)
http://www.progettotau.org (moneta complementare dell'Altopascio)
http://www.progettoscec.com (moneta complementare di Napoli)
http://sovranitamonetaria.org (studio della moneta a servizio della societa')
http://www.libertydollar.org (moneta complementare americana)
http://www.webofdebt.com (sito americano sul signoraggio)
L'articolo di Salvatore Tamburro e' ripreso da Pressante.com





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