Sette regole per cambiare vita
La ricchezza, ho già avuto modo di dirlo, è uno stato dell'essere. Non si misura col conto in banca, bensì con la sensazione di appagamento e di armonia con noi stessi e col mondo intorno a noi.
Realizzare i nostri sogni e obiettivi è insieme un mezzo ed un effetto di questo stato dell'essere, e crea un formidabile circolo virtuoso che sprigiona una grande benefica energia per la qualità della nostra vita. Parliamo anche di piccole cose, di abitudini da apprendere, piccoli cambiamenti da adottare...
Ci sono persone capaci di mettere in pratica le loro idee con grande facilità, per altre invece può essere necessario un piccolo aiuto. E' anche questione di metodo!
Ecco perché ho pensato di pubblicare una sorta di vademecum in sette puntate, tratto dal sito permigliorare.com
Vediamo subito la prima regola.
Stabilisci i tuoi obiettivi - quello che vuoi realizzare, ottenere, migliorare - e dagli un voto di priorità (per es. 5 stelle a quello più importante, 4 stelle a quello importante, e via dicendo)
Nel farlo smettila di usare parole limitanti come vorrei, dovrei, speriamo...
Scrivi tutti i tuoi obiettivi in modo chiaro e semplice
Facciamo un esempio pratico: supponiamo che l’obiettivo sia iscriversi in palestra, come lo scriviamo?
Es. 1: “vado in palestra, due volte alla settimana, e mi sento in forma”
Es. 2: “Vorrei iscrivermi ad una palestra perché il mio fisico non mi piace più”
Quale è la frase giusta? La prima. Vediamo perché.
Usa il verbo al presente, “vado in palestra” come se già stesse succedendo.
Tutto si riporta alla meravigliosa “cosa” che abbiamo nella testa: il nostro cervello. Meraviglioso se impariamo ad “usarlo” nel modo giusto.
Il cervello non sa riconoscere, a livello inconscio, fra una cosa che è davvero successa o una cosa che ci stiamo immaginando in modo intenso e realistico.
Inviando quindi al nostro cervello la frase “vado in palestra, due volte alla settimana, e mi sento in forma”, lui la percepisce come qualcosa che già esiste (ecco perché usare il verbo al presente) e la mette in primo piano, come fa il computer con i file che abbiamo usato di recente, sono lì in fila, pronti per essere usati di nuovo.
Inviando invece la frase: “Vorrei iscrivermi ad una palestra perché il mio fisico non mi piace più” il nostro cervello percepisce la cosa come un progetto, una speranza, un forse, e la mette via insieme a tutte le altre cose che non richiedono attenzione immediata (ecco perché non si usa il verbo al condizionale o al futuro)
Evita anche le frasi in negativo tipo “il mio fisico non mi piace più”. Le affermazioni in “negativo” attivano una parte del cervello che ha il compito di “difenderci” dal dolore legato al “negativo”. Quindi il cervello tende a dare minor importanza alla nostra “frase”.
A presto con la seconda regola!
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