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Anno nuovo: i sogni son desideri...

di demetra (30/12/2007 - 17:41)

Un altro anno sta per finire. Tempo di bilanci e di buoni propositi per l'anno che verrà.
Il mio augurio è che ognuno possa realizzare i propri desideri e cambiare quello che non va nella propria vita. Con gratitudine e fiducia.

Ad ognuno, il suo desiderio. Secondo uno studio di marketing promosso da gelati Motta, per il 2008 il 28,8% degli italiani si accontenterebbe di un viaggio. E anche in questo caso non si parla del giro del mondo, ma di una breve vacanza, magari in qualche localita’ esotica (32,9%), ma molto piu’ semplicemente, come risponde il 19%, c’e’ desidera una crociera o un viaggio tra le capitali europee (17,3%). Per i piu’ avventurosi va per la maggiore un safari, naturalmente fotografico (15%), ma c’e’ anche chi desidera cose ancora piu’ semplici, come un soggiorno relax presso una beauty farm (13%).
Medaglia di bronzo per i desideri piu’ gettonati per il 2008, per un’auto nuova o un nuovo mezzo di locomozione (9,2%), desiderio espresso soprattutto al Nord, con il 10% e da giovani tra i 14 e i 24 anni, con il 35,5%. Se il 49,6% ammette di sognare un’auto sportiva, ben il 27,9%, si accontenterebbe di una macchina piccola o addirittura di un’utilitaria (15,2%), ma sono moltissimi, e non solo tra i giovani, che non vogliono spingersi troppo in la’ nel desiderio, e si accontenterebbe di una moto o un motorino (36,8%).
E tra la miriade di cose che gli italiani vorrebbero che il 2008 portasse nella loro vita, il 2,1% vorrebbe un animale (il 62,2% di questi sogna un semplicissimo cane o un gatto come dice il 27,2%). Non mancano gli affezionati dell’hi tech, tanto che il 2,1% vorrebbe un oggetto tecnologico per la propria casa: oltre la meta’ di loro vorrebbe un computer molto potente e possibilmente di grande design (56,2%), un impianto hi fi (11,3%) o un sistema di home theatre (5,3%).
All’alba del 2008 gli Italiani non vogliono rivoluzioni nella loro vita ma solo migliorare il proprio tenore di vita. Ma c’e’ anche chi sogna piu’ tempo per se.
Ma quali esigenze dovrebbe soddisfare l’avverarsi del sogno che accompagnera’ l’inizio del nuovo anno? Secondo gli italiani intervistati, al primo posto c’e’ la voglia di ottenere una maggiore sicurezza economica per se e la propria famiglia (39,1%). Un concetto rafforzato da chi dice di migliorare il proprio tenore di vita senza rivoluzionarla (31,5%), insomma non si sognano piu’ vincite milionarie al superenalotto, in grado di far dire “mollo tutto e cambio vita”, ma semplici migliorie, che consentano di affrontare il quotidiano in modo piu’ sereno e senza l’ansia di non sapere come arrivare a fine mese.

Sulla Stampa un interessante articolo che analizza i risultati di una ricerca analoga svolta in occasione della notte di San Lorenzo 2007.

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Poveri in Italia: 7,6 milioni secondo la Caritas

di demetra (25/11/2007 - 00:49)

L'articolo riportato in questo post è di qualche mese fa, ma credo che sia una lettura utile per riflettere sui temi della ricchezza e dell'abbondanza.



Il tasso di poverta' in Italia non cala ma il nostro Paese non deve rassegnarsi, deve anzi rilanciare il welfare come occasione di sviluppo specialmente nei confronti del Sud dove si sfiorano condizioni drammatiche per il 26,5% della popolazione.

E' quanto ha detto oggi (24 luglio, ndr) mons.Vittorio Nozza presentando alla Camera dei deputati alcune anticipazioni del VII Rapporto su poverta' ed esclusione elaborato con la Fondazione Zancan. Don Nozza ha disegnato una fotografia piuttosto impietosa dell'Italia sotto il profilo della poverta' ma allo stesso tempo ha messo in evidenza come proprio questa situazione di sofferenza deve spingere a nuovi impegni di giustizia non solo la comunita' cristiana, ma l'intera politica e il settore dell'aiuto volontario. Si deve metter a punto ''un'agenda di fiducia in un paese vulnerabile''. E l'Italia lo e' perche' ''non e' il posto dell'uguaglianza e nemmeno quello delle opportunita'. Piu' di altri paesi europei, essa presenta grandi differenze fra chi vive in un discreto benessere, chi tutti i giorni lotta per non oltrepassare la soglia della poverta', chi dentro la poverta' ci sta da tempo e non intravede nulla di nuovo nel futuro.

Il desiderio e l'ambizione di fare il salto sociale, di passare da una condizione all'altra, e' piu' difficile da realizzare da noi che altrove. Il paese Italia - e' la denuncia di don Nozza - appare come un paese vulnerabile, con tante, troppe fragilita': i conti pubblici, un'imbarazzante divergenza tra nord e sud che invece di diminuire aumenta, la tragica carenza di innovazione, ma anche le elevate disuguaglianze sociali ed economiche. Il reddito non e' distribuito in modo equo, si concentra ai vertici ed e' diluito alla base. Quanto a differenze sociali ed economiche peggio di noi, in Europa, sta solo il Portogallo. Spagna, Irlanda, Slovacchia e Grecia garantiscono - anche se di poco - una maggiore uguaglianza, per non parlare di Francia, Germania o dei paesi scandinavi.

C'e' un salto, dunque, che separa chi sta bene da chi sta male. Ma a differenza di quanto successe nel dopoguerra, c'e' anche una scarsa possibilita' di veder migliorare, nel corso della vita, il proprio status''. Non cala il tasso di poverta', che riguarda il 11,1% del totale delle famiglie e circa 7,6milioni di persone. Il disagio e' presente soprattutto al sud (dove quasi il 39% dei nuclei familiari si colloca nelle fasce di reddito piu' basse, contro il 12% del nord), nelle famiglie numerose e in quelle dove ci sono disoccupati e fra gli anziani soli.

E le misure delle privazioni possono essere - sostiene la Caritas - imbarazzanti: nel meridione il 13,5% delle famiglie confessa di non potersi permettere un pasto adeguato ogni due giorni e in generale - in tutto il paese - a non mangiare in modo adeguato e' il 17,5% dei nuclei. Quasi l'11% non puo' riscaldare in modo accettabile la propria casa, il 39% non fa nemmeno una settimana di vacanza all'anno. L'affitto, nelle famiglie a reddito basso, si mangia in media il 30,7% delle entrate. E' su queste classi sociali che dovra' misurarsi il welfare dei prossimi anni.

Lotta alla poverta', promozione del mezzogiorno, garanzia dei livelli essenziali dei servizi e delle prestazioni sociali in tutta Italia, tutela della non autosufficienza, integrazione degli immigrati, accesso all'abitazione: sono queste - secondo don Nozza - le priorita' che devono impegnare parlamento e governo per ridurre la vulnerabilita' nel paese. ''Non puo' esserci - egli ha detto - vero sviluppo senza inclusione e coesione sociale, dunque senza politiche sociali reali ed efficaci. Il welfare dovrebbe essere considerato come fattore di sviluppo, non piu' come costo: occorrono risposte multidimensionali, complesse e integrate, economiche, sociali, sanitarie, previdenziali, fiscali e del lavoro''.

Maggiori informazioni:
www.caritasitaliana.it

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La vera ricchezza

di demetra (11/11/2007 - 02:27)

Solo quando siamo consapevoli di una qualsiasi "ricchezza" ne godiamo veramente, cioè se la comprendiamo usufruiamo dei suoi frutti!

Possiamo dire che non si tratta solo di comprensione intellettuale, poichè questa non è sufficiente, ma di comprensione nel senso di prendere nel proprio interno. Quando abbiamo una dote, una virtù, o una ricchezza materiale, ne siamo i veri padroni solo se ne sappiamo assorbire, nel nostro interno, la purezza del significato del possedere "dentro" cioè avere per essere e trasformarsi in base alla ricchezza stessa che diventa parte inseparabile di noi stessi. Per fare ciò però bisogna avere una consapevolezza "particolare" di tale ricchezza!

Una consapevolezza che non si lascia influenzare dalla ricchezza, che non si lascia quindi in alcun modo dominare dalla stessa e che ci renda veri "padroni" per sempre di essa.

Allora ci accorgiamo come portando avanti questo discorso, possiamo riscoprire in noi la ricchezza di tante cose che prima non consideravamo tale:

- essere pacifici, sereni, calmi e tranquilli;
- la semplicità e l'ingenuità di un bambino;
- la sincerità di un animo semplice;
- la capacità di imparare;
- la capacità di ascoltare;
- la capacità di farsi da parte;
- la capacità di aspettare;
- la visione di una giornata di sole o anche di pioggia;
- la visione della natura, vegetazione e fauna;

Anche la percezione dei 5 sensi è una ricchezza (cosa che comprende bene chi non ne può utilizzare qualcuno perchè disabile), così come emozionarsi, ma per quest'ultima ricchezza quanto è importante una consapevolezza corretta delle emozioni senza l'intervento della memoria psico-emozionale che invece ne altera il contenuto!

Viviamo allora, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto, attimo per attimo la nostra ricchezza interiore cogliendone comprendendola i suoi veri frutti.

Al contrario possiamo aver danaro, beni, conoscenza intellettuale (tecnica e scientifica) ed esserne dominati, cioè non essere liberi dall'influenza di tale ricchezza per cui i nostri frutti saranno veramente piccoli e non ne avremo alcuna trasformazione interiore.

Anche l'energia vitale è una ricchezza di cui non essendo pienamente consapevoli non ne sappiamo fruire. Questa se percepita con attenzione, attraverso uno stato di calma interiore, è alquanto significativa poichè il riconoscerla la potenzia, il saperla gestire la riattiva e la ben distribuisce!

Non è una cosa semplice ciò ma è una capacità che è dentro di noi, bisogna riscoprirla.

Ancora possiamo dire che è vera ricchezza il trovare le risposte "vere" alle nostre domande, con il dono dell'intuito ciò può avvenire, infatti a cosa ci vale studiare, aumentare a dismisura le nostre conoscenze, vivere e sperimentare tanti momenti di vita, che si pensa fanno maturare, se poi alla fine ci rimangono dentro sempre le stesse domande irrisolte??????

Rendiamoci conto che la distrazione per le verità essenziali (eterne) della nostra vita impera in noi, anche quando ce le poniamo come dei veri obbiettivi da raggiungere, non riusciamo facilmente a concentrare le nostre forze per concretizzare dei risultati.

Però accade che se leggiamo qualcosa che ce li ricorda, se ascoltiamo qualcuno che ne parla, queste verità si riaffacciano sull'uscio della nostra attenzione e  per un pò ritornano ad essere oggetto della nostra ricrca interiore, allora non sprechiamo queste occasioni e diamoci sotto perchè è proprio dalla conquista di esse che acquisiamo vera ricchezza!

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