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Tag consapevolezza

Signoraggio Bancario: che fare?

di demetra (13/03/2008 - 03:38)

L'Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un'elevata pressione fiscale. Il debito pubblico è un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea. In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale (da Della Ricchezza).

Il 15 marzo 2008 a Milano (ex sede della libreria FDF, viale Argonne 35) si svolge la conferenza Signoraggio Bancario: che fare? proposte attuative ed esempi di alternative.

Questo il programma.

Il lato luminoso della moneta, verso una soluzione armonica
relatore: Marco Della Luna - avvocato
autore di vari libri tra cui Euroschiavi
 
Il ruolo delle istituzioni Nazionali: il fondo Sovrano
relatore Antonino Galloni - economista

La Moneta Complementare, cos'è e come funziona il progetto che sta partendo oggi in Italia
relatore: Pierluigi Paoletti - analista finanziario
fondatore di Centrofondi
 
Per informazioni: 348.7224236 www.sviluppocultura.net

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La (Non) Ricchezza

di demetra (20/12/2007 - 15:09)

Un articolo ripreso da Undicom.



Il significato attribuito oggi alla parola "ricco" è diventato pericolosamente sinonimo di "ladro"

Tonnellate e tonnellate di pubblicità. Dappertutto. In tv, alla radio, sui giornali, sui muri... Siamo letteralmente tempestati. Non c’è ormai più posto, dove possiamo nasconderci senza che ci arrivi un minimo “input” pubblicitario. E compra questo, e compra quello, tutti a volerci convincere che il loro prodotto sia qualcosa di favoloso e irrinunciabile...

Oggi addirittura ci propongono il comprare come un’esperienza da vivere... La “shopping experience” la chiamano. L’ebbrezza di spendere i propri soldi. Perché più spendete, più allora sarete importanti, visto che: “più hai, più sei...” Il Nuovo Comandamento.

Sono sorpassati ormai i tempi in cui Lao Tze proclamava con sapienza:
“...Conoscere gli altri è saggezza
Conoscere se stessi è illuminazione
Dominare gli altri è forza
Dominare se stessi è superiorità
Ricco è colui che basta a se stesso...”

Ebbene, il più antico e importante comandamento dell’uomo. Il più ignorato!
Ricco è oggi colui che possiede più beni materiali, travisando completamente il significato originario del termine che denotava una ricchezza puramente interiore. Ricco è oggi chi NON si accontenta di quello che gli basterebbe per vivere, e per soddisfare (e nutrire) le sue brame e le sue smanie di possesso, sfrutta gli altri e li defrauda dei loro beni, che erano stati inizialmente (e saggiamente) messi a disposizione in egual misura per tutti. In questo modo però egli commette due gravi errori: primo, non si avvede che il termine "mettere a disposizione" ha un significato prettamente utilitaristico, e così facendo, priva gli altri di poter avere gli stessi vantaggi da un dato bene. Secondo, im-possessandosene, priva il bene stesso della sua efficacia verso gli altri.
In entrambi i casi, il possesso è mancanza d'amore.

Risulta evidente che il significato attribuito oggi alla parola “ricco” diventa pericolosamente sinonimo di “ladro”. Perché è logico che se io possiedo più di quello che mi serve, devo per forza averlo tolto all'utilità di qualcun altro (se non di tutti), essendo troppe le persone bisognose al mondo.

Non dimentichiamoci infatti che dietro ogni impero finanziario si nascondono sempre centinaia, migliaia di persone costrette nella miseria più nera, sfruttate, umiliate e calpestate, e che quello che possiede il magnate in questione, altro non è che la somma degli averi di tutte le persone a cui lui li ha portati via...

Non a caso infatti le fabbriche dei più grandi colossi occidentali sorgono nei paesi più poveri come la Thailandia. Non è infatti più facile rubare a chi vive nell’ignoranza? Non è forse più facile truffare le persone che vivono in paesi dove il grado di civiltà è ancora poco sviluppato e dove non esistono istituzioni che proteggano i diritti umani? In Thailandia le persone svuotano i cimiteri delle salme dei loro morti e dormono nelle tombe al loro posto, perché non hanno nemmeno una casa dove vivere!

Ma la Nike si preoccupa di questo? No, continua a far spuntare fabbriche come funghi, dove un operaio che gli costa mezzo euro al giorno gli produce 20 paia di scarpe al giorno del valore di 150 euro l’una...

Il concetto di Lao Tze risulta quindi evidente. I finti “ricchi” che conosciamo noi, non bastano a loro stessi. Non solo, ma hanno bisogno proprio dei più poveri, di quelli che chiamano “sfortunati”...

Umiliante vero? Persone “importanti” e “potenti” che hanno bisogno della “feccia” e dei "disgraziati" per avere una ragione per ESISTERE...

Il Ricco esiste solo grazie al povero...

È ricchezza questa?

Tag: consapevolezza,ricchezza,pensieri,economia,spiritualita'

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La vera ricchezza

di demetra (11/11/2007 - 02:27)

Solo quando siamo consapevoli di una qualsiasi "ricchezza" ne godiamo veramente, cioè se la comprendiamo usufruiamo dei suoi frutti!

Possiamo dire che non si tratta solo di comprensione intellettuale, poichè questa non è sufficiente, ma di comprensione nel senso di prendere nel proprio interno. Quando abbiamo una dote, una virtù, o una ricchezza materiale, ne siamo i veri padroni solo se ne sappiamo assorbire, nel nostro interno, la purezza del significato del possedere "dentro" cioè avere per essere e trasformarsi in base alla ricchezza stessa che diventa parte inseparabile di noi stessi. Per fare ciò però bisogna avere una consapevolezza "particolare" di tale ricchezza!

Una consapevolezza che non si lascia influenzare dalla ricchezza, che non si lascia quindi in alcun modo dominare dalla stessa e che ci renda veri "padroni" per sempre di essa.

Allora ci accorgiamo come portando avanti questo discorso, possiamo riscoprire in noi la ricchezza di tante cose che prima non consideravamo tale:

- essere pacifici, sereni, calmi e tranquilli;
- la semplicità e l'ingenuità di un bambino;
- la sincerità di un animo semplice;
- la capacità di imparare;
- la capacità di ascoltare;
- la capacità di farsi da parte;
- la capacità di aspettare;
- la visione di una giornata di sole o anche di pioggia;
- la visione della natura, vegetazione e fauna;

Anche la percezione dei 5 sensi è una ricchezza (cosa che comprende bene chi non ne può utilizzare qualcuno perchè disabile), così come emozionarsi, ma per quest'ultima ricchezza quanto è importante una consapevolezza corretta delle emozioni senza l'intervento della memoria psico-emozionale che invece ne altera il contenuto!

Viviamo allora, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto, attimo per attimo la nostra ricchezza interiore cogliendone comprendendola i suoi veri frutti.

Al contrario possiamo aver danaro, beni, conoscenza intellettuale (tecnica e scientifica) ed esserne dominati, cioè non essere liberi dall'influenza di tale ricchezza per cui i nostri frutti saranno veramente piccoli e non ne avremo alcuna trasformazione interiore.

Anche l'energia vitale è una ricchezza di cui non essendo pienamente consapevoli non ne sappiamo fruire. Questa se percepita con attenzione, attraverso uno stato di calma interiore, è alquanto significativa poichè il riconoscerla la potenzia, il saperla gestire la riattiva e la ben distribuisce!

Non è una cosa semplice ciò ma è una capacità che è dentro di noi, bisogna riscoprirla.

Ancora possiamo dire che è vera ricchezza il trovare le risposte "vere" alle nostre domande, con il dono dell'intuito ciò può avvenire, infatti a cosa ci vale studiare, aumentare a dismisura le nostre conoscenze, vivere e sperimentare tanti momenti di vita, che si pensa fanno maturare, se poi alla fine ci rimangono dentro sempre le stesse domande irrisolte??????

Rendiamoci conto che la distrazione per le verità essenziali (eterne) della nostra vita impera in noi, anche quando ce le poniamo come dei veri obbiettivi da raggiungere, non riusciamo facilmente a concentrare le nostre forze per concretizzare dei risultati.

Però accade che se leggiamo qualcosa che ce li ricorda, se ascoltiamo qualcuno che ne parla, queste verità si riaffacciano sull'uscio della nostra attenzione e  per un pò ritornano ad essere oggetto della nostra ricrca interiore, allora non sprechiamo queste occasioni e diamoci sotto perchè è proprio dalla conquista di esse che acquisiamo vera ricchezza!

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