La vera ricchezza
Solo quando siamo consapevoli di una qualsiasi "ricchezza" ne godiamo veramente, cioè se la comprendiamo usufruiamo dei suoi frutti!
Possiamo dire che non si tratta solo di comprensione intellettuale, poichè questa non è sufficiente, ma di comprensione nel senso di prendere nel proprio interno. Quando abbiamo una dote, una virtù, o una ricchezza materiale, ne siamo i veri padroni solo se ne sappiamo assorbire, nel nostro interno, la purezza del significato del possedere "dentro" cioè avere per essere e trasformarsi in base alla ricchezza stessa che diventa parte inseparabile di noi stessi. Per fare ciò però bisogna avere una consapevolezza "particolare" di tale ricchezza!
Una consapevolezza che non si lascia influenzare dalla ricchezza, che non si lascia quindi in alcun modo dominare dalla stessa e che ci renda veri "padroni" per sempre di essa.
Allora ci accorgiamo come portando avanti questo discorso, possiamo riscoprire in noi la ricchezza di tante cose che prima non consideravamo tale:
- essere pacifici, sereni, calmi e tranquilli;
- la semplicità e l'ingenuità di un bambino;
- la sincerità di un animo semplice;
- la capacità di imparare;
- la capacità di ascoltare;
- la capacità di farsi da parte;
- la capacità di aspettare;
- la visione di una giornata di sole o anche di pioggia;
- la visione della natura, vegetazione e fauna;
Anche la percezione dei 5 sensi è una ricchezza (cosa che comprende bene chi non ne può utilizzare qualcuno perchè disabile), così come emozionarsi, ma per quest'ultima ricchezza quanto è importante una consapevolezza corretta delle emozioni senza l'intervento della memoria psico-emozionale che invece ne altera il contenuto!
Viviamo allora, giorno per giorno, ora per ora, minuto per minuto, attimo per attimo la nostra ricchezza interiore cogliendone comprendendola i suoi veri frutti.
Al contrario possiamo aver danaro, beni, conoscenza intellettuale (tecnica e scientifica) ed esserne dominati, cioè non essere liberi dall'influenza di tale ricchezza per cui i nostri frutti saranno veramente piccoli e non ne avremo alcuna trasformazione interiore.
Anche l'energia vitale è una ricchezza di cui non essendo pienamente consapevoli non ne sappiamo fruire. Questa se percepita con attenzione, attraverso uno stato di calma interiore, è alquanto significativa poichè il riconoscerla la potenzia, il saperla gestire la riattiva e la ben distribuisce!
Non è una cosa semplice ciò ma è una capacità che è dentro di noi, bisogna riscoprirla.
Ancora possiamo dire che è vera ricchezza il trovare le risposte "vere" alle nostre domande, con il dono dell'intuito ciò può avvenire, infatti a cosa ci vale studiare, aumentare a dismisura le nostre conoscenze, vivere e sperimentare tanti momenti di vita, che si pensa fanno maturare, se poi alla fine ci rimangono dentro sempre le stesse domande irrisolte??????
Rendiamoci conto che la distrazione per le verità essenziali (eterne) della nostra vita impera in noi, anche quando ce le poniamo come dei veri obbiettivi da raggiungere, non riusciamo facilmente a concentrare le nostre forze per concretizzare dei risultati.
Però accade che se leggiamo qualcosa che ce li ricorda, se ascoltiamo qualcuno che ne parla, queste verità si riaffacciano sull'uscio della nostra attenzione e per un pò ritornano ad essere oggetto della nostra ricrca interiore, allora non sprechiamo queste occasioni e diamoci sotto perchè è proprio dalla conquista di esse che acquisiamo vera ricchezza!
Gaetano Conforto: La ricchezza illuminata e l'intelligenza finanziaria
Oggi pubblico una breve presentazione ed alcune note biografiche di Gaetano Conforto, uno dei relatori 7° Convegno Internazionale "Guarigione e Terapie non Convenzionali" che si terrà al Teatro "Toniolo" di Conegliano Veneto (TV) il 10-11 novembre 2007.

La ricchezza illuminata e l'intelligenza finanziaria
Una carenza molto presente nella nostra società è l'Intelligenza Finanziaria, che non significa capire l'economia, fare i conti, o saper gestirsi in borsa o quant'altro, ma, farsì che i soldi lavorino per noi mentre stiamo dormendo, per cui dobbiamo sviluppare una conoscenza ed una esperienza tali da creare un pilota automatico proveniente da più fonti di guadagno residuo (cioè ottenuto senza che noi siamo presenti al lavoro). Si parla di Ricchezza Illuminata perchè lo scopo è quello di essere dei canali attraverso cui i soldi passano al prossimo, aiutandolo ad essere a sua volta autonomo condividendo le proprie conoscenze, oltre a donare in carità ed in istituzioni filantrope.("dai ad un uomo un pesce ed egli mangerà per un giorno - e sarà sempre debitore nei tuoi confronti - insegna a pescare e mangerà per tutta la vita - e avrà la libertà interiore").
Gaetano Conforto, medico, autore di vari libri e di 5 siti web, si occupa nei suoi seminari e nella sua Scuola in Scienze Quantistiche di intelligenza emozionale, spirituale e finanziaria. Da più di un anno è protegè nella University of Money di Robert Allen dove sta approfondendo gli studi sulla ricchezza illuminata, campo ancora nuovo negli States e assente in Europa. Ha istituito dei seminari sulla ricchezza illuminata, gli unici e i primi in Europa.
Per approfondire: www.quantumoney.com e www.videoconforto.com
Gli italiani fanno solo acquisti essenziali
Dopo l’allarme lanciato dal ministro dell’Economia sulla riduzione della crescita del Paese, arriva una conferma dall’Outlook sui Consumi Censis–Confcommercio che fotografa l’atteggiamento delle famiglie italiane rispetto ai consumi nel secondo trimestre del 2007 e le previsioni per quello successivo.
Le famiglie italiane, infatti, confermano un atteggiamento di prudenza nel programmare nuove spese. La crescita dei livelli di consumo rispetto al periodo precedente è infatti assai modesta ed è dovuta in larga parte agli aumenti delle spese incomprimibili (affitti, utenze, carburante e trasporti) o straordinarie (come acquisto di elettrodomestici e viaggi). Le famiglie, insomma, cercano di risparmiare sui beni di largo consumo per sostenere le spese irrinunciabili o quelle più impegnative che possono migliorare il tenore di vita. A conferma del peggiorato clima di fiducia sul futuro, aumentano di poco più dell’1% le famiglie che prevedono di aumentare le spese nel trimestre successivo, ma si riduce addirittura del 10% la quota di coloro che guardano all’immediato futuro con ottimismo. E se aumenta dell’1,8% il numero di famiglie che ha aumentato le proprie spese rispetto al trimestre precedente, sale nel contempo di oltre il 4% il numero di quelle che le hanno mantenute stabili.
Entrando nel dettaglio dello studio, scopriamo che l’indice sintetico di propensione al consumo Censis-Confcommercio passa da 2,90 del primo trimestre 2007 a 2,88 del secondo, fenomeno che indica appunto l’indebolimento della fase di ripresa dei consumi e la presenza di un clima di incertezza. Ciò è confermato dalla dinamica dei quattro indici tematici su comportamenti di consumo e clima di fiducia: le possibilità di consumo sono praticamente stabili, mentre si riduce la capacità di risparmio, migliorano le previsioni di consumo a breve e peggiora, dopo quattro trimestri, l’indicatore del sentiment.
L’analisi di medio termine dei dati dell’indagine evidenzia che la riduzione della fiducia nel futuro prossimo osservata nel secondo trimestre è di entità notevole: il saldo tra ottimisti e pessimisti ritorna sui livelli del terzo trimestre 2006, mentre aveva raggiunto il massimo nel primo trimestre dell’anno in corso. Un elemento che getta qualche ombra sulla possibilità di effettiva ripresa della nostra economia, poiché il quadro che emerge sintetizza la fase di stallo e di incertezza in cui versa l’economia italiana. Le famiglie sembrano aver percepito un’attenuazione della ripresa ed hanno difficoltà ad individuare la presenza di elementi in grado di migliorare nel breve-medio periodo la propria situazione.
In assenza di uno sviluppo adeguato dei livelli reali del consumo, frenato da una crescita del valore delle spese obbligate e da un aumento di pressione fiscale in presenza di redditi solo moderatamente crescenti, si potrebbe generare – conclude lo studio - una pericolosa spirale negativa.
Ripreso da Business Online
Cosa aggiungere? Al di là dei dati e dell'andamento macroeconomico, penso che la propensione al consumo sia un qualcosa da riconsiderare, e che per sviluppare una condizione di abbondanza sia necessario privilegiare una propensione al risparmio e all'oculatezza nelle spese. Voglio dire: la vera ricchezza consiste anche nello spendere bene e consapevolmente il proprio denaro, senza sperperarlo in beni inutili e in un tentativo di soddisfare dei bisogni indotti.
E voi cosa ne pensate?





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