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Tag economia

Signoraggio Bancario: che fare?

di demetra (13/03/2008 - 03:38)

L'Italia è sempre più povera a causa di un debito pubblico in continuo aumento che comporta un'elevata pressione fiscale. Il debito pubblico è un'invenzione costruita da politici e banchieri al fine di arricchire gli azionisti privati della Banca Centrale italiana e europea. In passato, le banche che emettevano denaro lo garantivano con la copertura aurea, si impegnavano a convertire le banconote in oro e sostenevano un costo di emissione. Oggi, le monete non sono coperte da riserve di oro, non sono convertibili e il loro costo di emissione è praticamente zero, ma il guadagno di chi le emette, ossia il signoraggio, è del 100% del valore nominale (da Della Ricchezza).

Il 15 marzo 2008 a Milano (ex sede della libreria FDF, viale Argonne 35) si svolge la conferenza Signoraggio Bancario: che fare? proposte attuative ed esempi di alternative.

Questo il programma.

Il lato luminoso della moneta, verso una soluzione armonica
relatore: Marco Della Luna - avvocato
autore di vari libri tra cui Euroschiavi
 
Il ruolo delle istituzioni Nazionali: il fondo Sovrano
relatore Antonino Galloni - economista

La Moneta Complementare, cos'è e come funziona il progetto che sta partendo oggi in Italia
relatore: Pierluigi Paoletti - analista finanziario
fondatore di Centrofondi
 
Per informazioni: 348.7224236 www.sviluppocultura.net

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Istat, una famiglia su sette non arriva a fine mese

di demetra (19/01/2008 - 03:31)

<B>Istat, una famiglia su sette<br>non arriva a fine mese</B>
ROMA - E' la fotografia di un disagio. Che se non cresce, resta però a livelli preoccupanti. Sono tempi duri per le famiglie italiane. I dati dell'Istat lo dicono senza possibilità di dubbio: il 50% dei nuclei vive con meno di 1.900 euro al mese: esattamente con meno di 1.872 euro, 22.460 euro l'anno. Il 14,6% dichiara di arrivare con molta difficoltà alla fine del mese. Il 28,4 per cento di non essere in grado di far fronte ad una spesa imprevista di 600 euro. In pratica, dice l'indagine sui redditi e sulle condizioni di vita in Italia (2005-2006), una famiglia su tre è in difficoltà.

Da una parte i dati mostrano come la situazione sia da una parte stazionaria rispetto alla stessa indagine sui redditi realizzata l'anno precedente. Dall'altra, però, spiccano alcune differenze. Anzitutto diminuiscono le famiglie che hanno avuto difficoltà a comprare il cibo necessario almeno una volta, per le spese mediche e per l'acquisto di abiti necessari. Poi risultano più numerose le famiglie con cinque o più componenti, a disagio perchè non riescono a pagare le bollette e sono più vulnerabili di fronte agli imprevisti.

  Reddito medio. Stando ai dati il reddito medio è leggermente più alto: 2.311 euro al mese, anche se la maggioranza delle famiglie risulta avere un reddito inferiore a questa media. I redditi più bassi risultano essere quelli dei nuclei composti da anziani e di coloro che lavorano al sud. Per quanto riguarda invece le famiglie numerose, le condizioni risultano addirittura peggiorate dal 2005 al 2006: in particolare per le famiglie con tre o più minori il 23,8% nel 2006, rispetto al 20,8% nel 2005, ha dichiarato di arrivare con molta difficoltà a fine mese. Il 38% di questi nuclei non può affrontare spese inattese (contro il 31,6% nel 2005). "Si tratta di una distribuzione dei redditi fortemente asimmetrica" rileva l'Istat aggiungendo che c'è "un livello di diseguaglianza di entità non trascurabile". In Europa l'Italia è tra le posizioni peggiori, esclusi i nuovi Stati membri, insieme a Grecia e Portogallo.

Incognita sommerso. Gli esperti Istat hanno spiegato che il reddito mediano non è equiparabile al reddito disponibile, anche perché esclude la stima dell'economia sommersa. Incrociando le risposte ottenute dal campione con i dati dell'Agenzia delle entrate è emerso che in molti casi è stato comunicato all'Istat un reddito maggiore di quanto dichiarato al fisco.

Sud in difficoltà. I risultati confermano l'esistenza di un profondo divario territoriale. La diseguaglianza tra i redditi delle famiglie aumenta proprio nelle aree del Paese dove si registra una minore disponibilità di reddito: al primo posto si trova la Calabria, seguita da Sicilia e Campania. Nel 2006 è cresciuta, tuttavia, la percentuale di famiglie residenti al Nord che hanno dichiarato di arrivare con difficoltà alla fine del mese (10,7 per cento contro il 9,9 per cento del 2005) e di essere in arretrato con il pagamento delle utenze (5,9 per cento contro il 5,3 per cento del 2005). Livelli di diseguaglianza molto meno marcati si osservano invece a Trento, in Valle d'Aosta e in Friuli Venezia Giulia.

L'allarme di Veltroni. In una giornata politicamente convulsa, braccato dai cronisti, il leader del Pd Walter Veltroni ha commentato: "La notizia che mi ha più preoccupato oggi è il fatto che il 50 per cento delle famiglie italiane vive con meno di 1.900 euro al mese. L'Istat lo ha detto molto chiaramente. Penso sia la prima cosa sulla quale la politica deve riflettere e intervenire. I dati sul Mezzogiorno sono particolarmente gravi: e penso che nella giornata di oggi questa sia la cosa che dovrebbe bussare con maggiore forze alle porte della politica".


Ripreso da La Repubblica

Tag: economia,denaro,ricchezza

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La (Non) Ricchezza

di demetra (20/12/2007 - 15:09)

Un articolo ripreso da Undicom.



Il significato attribuito oggi alla parola "ricco" è diventato pericolosamente sinonimo di "ladro"

Tonnellate e tonnellate di pubblicità. Dappertutto. In tv, alla radio, sui giornali, sui muri... Siamo letteralmente tempestati. Non c’è ormai più posto, dove possiamo nasconderci senza che ci arrivi un minimo “input” pubblicitario. E compra questo, e compra quello, tutti a volerci convincere che il loro prodotto sia qualcosa di favoloso e irrinunciabile...

Oggi addirittura ci propongono il comprare come un’esperienza da vivere... La “shopping experience” la chiamano. L’ebbrezza di spendere i propri soldi. Perché più spendete, più allora sarete importanti, visto che: “più hai, più sei...” Il Nuovo Comandamento.

Sono sorpassati ormai i tempi in cui Lao Tze proclamava con sapienza:
“...Conoscere gli altri è saggezza
Conoscere se stessi è illuminazione
Dominare gli altri è forza
Dominare se stessi è superiorità
Ricco è colui che basta a se stesso...”

Ebbene, il più antico e importante comandamento dell’uomo. Il più ignorato!
Ricco è oggi colui che possiede più beni materiali, travisando completamente il significato originario del termine che denotava una ricchezza puramente interiore. Ricco è oggi chi NON si accontenta di quello che gli basterebbe per vivere, e per soddisfare (e nutrire) le sue brame e le sue smanie di possesso, sfrutta gli altri e li defrauda dei loro beni, che erano stati inizialmente (e saggiamente) messi a disposizione in egual misura per tutti. In questo modo però egli commette due gravi errori: primo, non si avvede che il termine "mettere a disposizione" ha un significato prettamente utilitaristico, e così facendo, priva gli altri di poter avere gli stessi vantaggi da un dato bene. Secondo, im-possessandosene, priva il bene stesso della sua efficacia verso gli altri.
In entrambi i casi, il possesso è mancanza d'amore.

Risulta evidente che il significato attribuito oggi alla parola “ricco” diventa pericolosamente sinonimo di “ladro”. Perché è logico che se io possiedo più di quello che mi serve, devo per forza averlo tolto all'utilità di qualcun altro (se non di tutti), essendo troppe le persone bisognose al mondo.

Non dimentichiamoci infatti che dietro ogni impero finanziario si nascondono sempre centinaia, migliaia di persone costrette nella miseria più nera, sfruttate, umiliate e calpestate, e che quello che possiede il magnate in questione, altro non è che la somma degli averi di tutte le persone a cui lui li ha portati via...

Non a caso infatti le fabbriche dei più grandi colossi occidentali sorgono nei paesi più poveri come la Thailandia. Non è infatti più facile rubare a chi vive nell’ignoranza? Non è forse più facile truffare le persone che vivono in paesi dove il grado di civiltà è ancora poco sviluppato e dove non esistono istituzioni che proteggano i diritti umani? In Thailandia le persone svuotano i cimiteri delle salme dei loro morti e dormono nelle tombe al loro posto, perché non hanno nemmeno una casa dove vivere!

Ma la Nike si preoccupa di questo? No, continua a far spuntare fabbriche come funghi, dove un operaio che gli costa mezzo euro al giorno gli produce 20 paia di scarpe al giorno del valore di 150 euro l’una...

Il concetto di Lao Tze risulta quindi evidente. I finti “ricchi” che conosciamo noi, non bastano a loro stessi. Non solo, ma hanno bisogno proprio dei più poveri, di quelli che chiamano “sfortunati”...

Umiliante vero? Persone “importanti” e “potenti” che hanno bisogno della “feccia” e dei "disgraziati" per avere una ragione per ESISTERE...

Il Ricco esiste solo grazie al povero...

È ricchezza questa?

Tag: consapevolezza,ricchezza,pensieri,economia,spiritualita'

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