I sette specchi esseni - # 7
Sarebbe un arricchimento reciproco, nello spirito della condivisione che anima la dada-community.

Il solo modo in cui riusciamo a vederci sotto la luce del successo o del fallimento e' quando misuriamo i nostri risultati, facendo uso di un metro esterno. A quel punto sorge la seguente domanda: “A quale modello ci stiamo rifacendo per misurare i nostri risultati? Quale metro usiamo?”
Nella prospettiva di questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilita' che ogni aspetto della nostra vita personale – qualsiasi aspetto - sia perfetto cosi' com’e'. Dalla forma e peso del nostro corpo ai nostri risultati in ambito accademico, aziendale o sportivo. Ci renderemo conto insieme che, in effetti, questo e' vero e che un risultato puo' essere sottoposto a giudizio solo quando viene paragonato ad un riferimento esterno.
Siamo quindi invitati a permettere a noi stessi di essere il solo punto di riferimento per i risultati che raggiungiamo. Gli antichi consideravano l’ultimo specchio come il piu' impercettibile...
Potete continuare qui la lettura del settimo specchio.
A presto con altri articoli dedicati all'abbondanza ed alla prosperita' :-)
(l'immagine e' ripresa da Fotosearch)
I sette specchi esseni - # 6
Il sesto specchio esseno dei rapporti umani ha un nome abbastanza infausto, infatti gli antichi lo chiamarono: l'Oscura notte dell'anima.
Ma lo specchio in se' non e' necessariamente altrettanto sinistro del suo nome. Attraverso un'oscura notte dell'anima, ci viene ricordato che la vita tende verso l'equilibrio, che la natura tende verso l'equilibrio e che ci vuole un essere estremamente magistrale per bilanciare quell'equilibrio.
Nel momento in cui affrontiamo le piu' grandi sfide della vita possiamo star certi che esse divengono possibili solo dopo che abbiamo accumulato tutti gli strumenti che ci servono per superarle con grazia e con facilita', perche' e' quello il solo modo per superarle.
Fino a che non abbiamo fatto nostri quegli strumenti non ci troveremo mai nelle situazioni che ci richiedono di dimostrare determinati livelli di abilita'. Quindi, da questa prospettiva, le sfide piu' alte della vita, quelle imposteci dai rapporti umani e forse anche dalla nostra stessa sopravvivenza, possono essere percepite come delle grandi opportunita' a nostra disposizione, per saggiare la nostra abilita', anziche' come dei test da superare o fallire.
E' proprio attraverso lo specchio della notte oscura dell'anima che vediamo noi stessi nudi, forse per la prima volta, senza l'emozione, il sentimento, ed il pensiero, senza tutte le architetture che ci siamo creati intorno per proteggerci.
Attraverso questo specchio possiamo anche provare a noi stessi che il processo vitale e' degno di fiducia ed anche che possiamo aver fiducia in noi stessi mentre viviamo.
La notte oscura dell'anima rappresenta per noi l'opportunita' di perdere tutto cio' che ci e' sempre stato caro nella vita e di vedere noi stessi alla presenza e nella nudita' di quel niente.
E proprio mentre ci arrampichiamo fuori dall'abisso di cio' che abbiamo perso e percepiamo noi stessi in una nuova luce, che esprimiamo i nostri piu' alti livelli di maestria.
Gli antichi parlavano molto chiaramente della notte oscura dell'anima.
Se lo desideri, puoi continuare la lettura qui
I sette specchi esseni - # 5
Nella mia opinione (di Gregg Braden, ndr) questo modello di rapporti umani, il quinto specchio esseno, e' forse il piu' potente in assoluto, perche' credo ci permetta di vedere meglio e piu' profondamente degli altri la ragione per cui abbiamo vissuto la nostra vita in un dato modo. Esso rappresenta lo specchio che ci mostra i nostri genitori nel corso della nostra interazione con loro.
Attraverso questo specchio ci viene chiesto di ammettere la possibilita' che le azioni dei nostri genitori verso di noi riflettano le nostre credenze e aspettative nei confronti di quello che potrebbe configurarsi come il piu' sacro rapporto che ci sia dato di conoscere sulla Terra e cioe' il rapporto fra noi e la nostra Madre e il nostro Padre Celeste, vale a dire con l’aspetto maschile e femminile del nostro creatore, in qualunque modo lo concepiamo.
E’ attraverso il rapporto con i nostri genitori, che essi ci mostrano le nostre aspettative e credenze verso il rapporto divino. Per esempio se ci troviamo a vivere un rapporto con genitori da cui ci sentiamo continuamente giudicati o per i quali anche fare del nostro meglio non e' mai abbastanza, e' altamente probabile che quel rapporto rifletta la seguente verita': siamo noi che crediamo, dentro di noi, di non essere all’altezza e che forse non abbiamo realizzato quello che ci si aspettava da noi attraverso la nostra percezione di noi stessi fino al Creatore.
Questo e' uno specchio potente e molto impalpabile, che, forse piu' di altri, ci puo' svelare perche' abbiamo vissuto le nostre vite in un determinato modo.
Potete continuare qui la lettura del quinto specchio.





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